Menumenu

Basilica
Madonna della Salute

Restauro conservativo delle facciate


Intervento a cura di:

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L’intervento

Per ampiezza, complessità e importanza storica, l'intervento di restauro delle facciate della Basilica ha richiesto la sinergia di importanti realtà esperte nelle diverse tecniche di restauro. Progetto Arte Poli, Seres Restauri e Tisato Massimo restauri stanno collaborando per ripristinare l’aspetto originale delle facciate nel pieno rispetto della lettura estetica e filologica dell’opera.







Basilica di Santa Maria della Salute
Cenni storici


Basilica di Santa Maria della Salute
La Basilica di Santa Maria della Salute si affaccia sul Canal Grande, dal quale sembra emergere con la grande scalinata che conduce al suo interno. Costruita a partire dal 1631 per celebrare la liberazione dalla peste, fu consacrata nel 1687 e rappresenta una delle migliori espressioni del Barocco veneziano.

La progettazione e la costruzione della Basilica fu affidata a Baldassare Longhena, architetto allievo di Andrea Palladio e che a questi si ispirò nello stile. Longhena realizzò infatti il sogno del Palladio di realizzare una chiesa a pianta circolare, assolutamente rivoluzionaria per l'epoca, e fuse i suoi insegnamenti (Villa La Rotonda a Vicenza) con quelli dello Scamozzi (Villa "Rocca Pisana" a base circolare a Lonigo) e del Sansovino, arricchendo l'opera secondo la moda del momento, il Barocco, che prevedeva uno sfarzo decorativo grandioso.

L'edificio, a pianta ottagonale, è rivestito in pietra calcarea bianca e si conclude con una caratteristica doppia cupola, chiaro riferimento alla Corona del Rosario. L’esterno si distingue per la serie ricchissima di sculture che, come nell’interno, seguono il tema della glorificazione di Maria. Le facciate hanno un aspetto ricco, imponente, colmo di pieni e vuoti, con alternanza di masse ben contrastate. Il tocco più sorprendente è dato dai contrafforti che cingono il tamburo ottagonale: volute poderose che fungono anche da basamento scultoreo per le altre statue che li sormontano. All’interno si può cogliere in tutta la sua forza l’originalità dello spazio centralizzato, sottolineato dal disegno geometrico della pavimentazione in marmi policromi e dalle sei cappelle laterali illuminate da numerose finestre. L’altare maggiore che rappresenta la Madonna con il Bambino fu disegnato dallo stesso Longhena e scolpito da Giusto Le Court, autore che realizzò anche parte delle statue esterne. All’interno dell’altare è custodita l’icona bizantina che dà il nome alla Basilica. Un finissimo capolavoro di scultura lignea si può ammirare nel coro, mentre nella Sacrestia Maggiore sono custoditi diversi capolavori pittorici di Tiziano, Luca Giordano e Tintoretto. Nel dicembre del 1921, Papa Benedetto XV ha elevato la struttura al rango di Basilica Minore.


Progetto Arte Poli - Opere per il sacro


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