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stato di conservazione
Basilica
Madonna della Salute





Gli esterni presentano un diffuso fenomeno di deposito che interessa tutte le superfici, siano esse lapidee, ad intonaco o metalliche.

Negli elementi lapidei è evidente la presenza di croste nere, in particolare sulla facciata principale, a causa dell’inquinamento del traffico navale sul Canal Grande e soprattutto negli elementi in posizione protetta dal dilavamento delle acque meteoriche, come ad esempio nelle nicchie, negli archi e negli interstizi. Fenomeni di colatura causati dal ruscellamento dell’acqua piovana sono presenti invece in tutte quelle parti che risultano soggette all’azione geodetica dell’acqua piovana - nei capitelli corinzi, sotto gli stipiti delle finestre.

Altrettanto evidente è la presenza di vegetazione superiore in alcuni punti localizzati delle facciate laterali, in corrispondenza del basamento in bugnato. Inoltre, è presente la patina biologica costituita da agenti biodeteriogeni, che ha attecchito sulle superfici maggiormente bio-recettive e meno esposte alla luce del sole.




Sono presenti fessurazioni e fratturazioni su alcuni pannelli lapidei o altri elementi che sono sottoposti a tensione. Alcune fratturazioni sono state precedentemente trattate con elementi metallici che hanno causato macchie su alcuni elementi lapidei in seguito alla loro ossidazione.

L’azione del vento è evidente su tutti gli elementi lapidei che caratterizzano quasi tutte le facciate esterna della chiesa, sotto forma di erosione. Sono presenti sollevamenti e distacchi anche in corrispondenza delle fessure presenti. Si notano molti elementi lapidei con sbeccature e parti mancanti soprattutto in corrispondenza degli spigoli o delle parti più aggettanti. Si tratta di un fenomeno localizzato e puntuale. Gli elementi più compromessi sono soggetti al fenomeno di scagliatura, soprattutto su quelli in quota, a causa degli agenti atmosferici a cui sono esposti.



Negli intonaci esterni lo stato di fatto è parzialmente compromesso. Oltre al diffuso deposito superficiale l’intonaco risulta in generale soggetto a erosione, con rigonfiamenti e distacchi che in alcune zone hanno portato alla caduta dell’intonaco stesso mettendo in luce la muratura sottostante in laterizio o lo strato di intonaco di sottofondo in cocciopesto.
Anche il ruscellamento dell’acqua, in alcune aree ha causato colature di andamento verticale che hanno segnato l’intonaco sulle facciate laterali.

Sono presenti patine biologiche dalla differente colorazione a seconda dell’irraggiamento solare a cui è esposto l’intonaco. Evidenti anche le efflorescenze saline visibili sotto forma di ‘barbe bianche’ nelle aree più umide e meno ventilate.




Negli elementi metallici oltre al diffuso deposito superficiale è evidente il degrado causato dalla loro ossidazione, fenomeno naturale che porta alla formazione di ruggine con conseguente corrosione del metallo. Questo fenomeno coinvolge anche gli elementi circostanti in quanto la ruggine può essere veicolata depositandosi su gli altri materiali causando macchie.






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